DIOCESI DI COMO - Zona pastorale XI Valchiavenna/B - Abitanti 889
Il patrono: SAN GIOVANNI BATTISTA (24 giugno)
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“Fiancheggia il torrente Rabbiosa che discende dai ghiacciai del pizzo Stella” e si affaccia sulla SS 36, col suo spazioso sagrato con elegante gradinata, “in disegno semplice ma architettonico e piacente”. Sopra le due porte laterali, Francesco Prevosti di Chiavenna vi dipinse, nel 1863, scene di vita di S. Giovanni Battista. Oggi rimane quella di sinistra, l’altra, distrutta nell’alluvione del 1927, è stata rifatta nel 2001.
La Chiesa, dedicata a S. Giovanni Battista, fu consacrata da Francesco Landino, vescovo di Lodi nel 1528. più volte rimaneggiata, nel 1615 sono già presenti le due cappelle laterali, quella di destra sacra al Crocefisso e quella di sinistra alla Madonna del Rosario; don Gaudenzio Bianchi, nel 1844, l’allungava aggiungendovi due navate cone due file di belle colonne monolitiche in granito; don Lorenzo Sterlocchi, dopo il 1875, provvide ad abbellire l’interno con stucchi, dipinti ornamentali e figurati, dorò il pergamo e il maestoso altare maggiore di legno intagliato; l’ultimo intervento di restauro fu quello di don Siro Tabacchi, negli anni ’60, eliminando del tutto i dipinti a fresco delle pareti delle tre navate.

da “Sui passi di don Luigi Guanella. Itinerario guanelliano: Fraciscio-Como” di Adriano Folonaro, Roma 2005, pagina 23.

 

 

Dalla considerazione di questo Tempio di S. Giovanni Battista mi sarà agevole lo spacciarmi in poco più, che quattro tratti di penna, del molto, che speravo trovarvi, poco v’è, che dire, non è rimasto benche menoma una memoria, del come, e quando lui venisse al Mondo. Porta però sul dorso quantità numerosa d’anni, che lo fanno altrettanto venerabile, che antico. Da suoi primi natali, quanto più lontani, tanto più ignoti, si dedicò alli honori immortali del Precursore di Cristo; due capelle don suo decoro, & ornamento, una del Santissimo Crocifisso nuda d’ogni, e qualunque abbellimento, l’altra della gran Vergine Maria del Rosario, che à maggior solletico di divotione 1632 s’abbellì di qualche pittura, ma di mano a gran longa migliore sono quelle, che adornano il Ciel al Choro dell’Altar Maggiore. Nella facciata esterna del Tempio vedrai nel muro istesso una bellissima Croce di ferro tutta messa à oro, incastrati 1660 da Pietro Parachino già Ministrale della Valle.
Tiene sacristia al pari, e forsi più d’ogni altro Tempio nella Valle abbondantissima in ogni genere di suppellettile sacra. Quanta ella è, fu singolarissimo affetto della pietà d’hor un, hor l’altro fedele. Le Scuole di Roma, e di Como (cosa sijno queste lo dissi altrove, presentorono hor bellissimi pallij, hor ricche pianete, (non lasciarono di far l’istesso assaissimi particolari, che lungo farebbe voler tesserne di stesso catalogo). Quella di Como 1684 donò sei maestosi e grandi Candelieri di finissimo stagno, che in leggiadria, e comparsa di non molto la cedono all’argento istesso; Quella di Roma un ricco, e mobilissimo ostensorio di puro argento, gentilmente fabbricato, che appunto dimostra la pia, e generosa divotione loro al Precursore di Cristo: ma che poco è questo, anziniente a fronte di quello, che l’istessa diede 1666 tesoro incomparabilmente d’ogn’altro più stimabile di tante varie, e tutte quasi insigni Reliquie de SS. Martiri.

da "Istoria" della miracolosa apparizione di Maria Vergine in Gallivaccio Valle San Giacomo contado di Chiavennna" di Gian Giacomo Macolino Milano 1708, pagine 259-260.

"Nella Chiesa V. Parocchiale di S. Gic: Battista in Campodolciho si onorano da fedeli le reliquie de SS. Martiri Vito, Agapito, Onorio, Adriano, Placido, Panfilo, Fabiano, Marziano, Amanzio, Clemenzio, Nemesio, Celso, Massimo, Albino, Agato: a Ambrogio Landuccio soprannominato si donarono in due volte l'anno 1666 da (Gasparre Tarocco di Campodolcino, come a capo, ò sia direttore della Scuola, ovvero Cassetta (1) di Roma, il qual Tarocco ne fece subito donativo grazioso 1'anno 1667 delle medemme a questa Chiesa di S.Gio: Battista: ultimamente Francesco Pestalozza Arciprete di Chiavenna, come delegato, le approvò in rogito di Giorgio Casagrande notaro apostolico e parroco di S. Sebastiano in Villa sopra Piuro 1667 a 23 luglio. Parimente in questa Chiesa di San Gio:Battista si custodisce il sacrato corpo di San Primo Martire, con assieme un poco di sangue dell'istesso S. Martire entro un piccolo vaso d'argento: si donarono queste reliquie dal predetto Ambrogio Landuccio al prefato Gasparo Tarocco, dalle mani del quale passarono di poi a titolo di donativo alla Chiesa di S. Gio/ Battista in Campodolcino: il preaccennato Arciprete Pestalozza, come delegato, le approvò l'anno 1667 23 Luglio in rogito del medemmo Casagrande: si conserva ancora quivvi la sacra testa di S. Luzio Martire: l’istesso Ambrogio Landuccio donò questa reliquia al Padre Simeone Cattaneo della Compagnia di Gesù, il quale poco doppo l'ha donata a Gasparro e Pietro Tarocchi della Val San Giacomo, e questi la diedero in dono alla Chiesa di S.Gio: Battista: dal medemme arciprete Pestalozza fu approvata l’anno 1667 a 23 Luglio in rogito del medemme Casagrande" .

da "Chiese della Valle di S. Giacomo Contado di Chiavenna" di Gian Giacomo Macolini, Milano 1686

 
 





Altare in legno intagliato, dorato e policromato, affiancato da due colenne ioniche e da due tortiglioni addietrati, gli uni e le altre adorni di grappoli, fogliami e viticci. Frontespizio spezzato con due angeli seduti sui due tronconi laterali; al centro entro un rettangolo è dipinto il busto dell’Eterno. Altri elementi barocchi arricchiscono l’altare, il quale incornicia un dipinto a olio su tela, rappresentante la nascita di S. Giovanni Battista.

Il Bassi attribuisce l’altare al sec. XVII; esso sembra piuttosto settecentesco. Comunque è da osservare che il Macolini, che nel 1686 fa una descrizione accurata degli altari della chiesa, non parla affatto di questo altare, per cui esso è almeno posteriore al 1686. sulla mensa si legge la data: 1711.
 
 








Altare in legno intagliato e scolpito, dorato e policromato. Fiancheggiano l’altare due lesene con capitelli compositi sorretti da putti cariatidi. Più in basso quattro angioletti reggono i simboli della Passione mentre altri angioletti, sempre con simboli della Passione, decorano il fastigio spezzato. Ricche profilature con fogliami, e testine. È unito all’altare il paliotto in cuoio impresso e dipinto, chiuso in una incorniciatura di legno dorato, in cui, tra rabeschi, volute e fiorami, è la scena della Crocifissione. L’altare incornicia una nicchia in cui è contenuto il Crocifisso, scultura in legno del sec. XVII. L’altare è alto circa m. 4.
Sulla mensa dell’altare si legge la data: 1714
Sulla mensa poi, da domenica 24 ottobre 2004, è esposta alla venerazione perenne dei suoi concittadini la reliquia ex ossibus del Beato Luigi Guanella.

 
 










Tavola lignea dipinta a tempera, di scuola lombarda, con ogni probabilità del secolo XIV.
Dietro al trono, in cui è assisa la Vergine con Gesù fra le braccia, spuntano i busti di due angeli reggenti sul capo della Madonna una corona. La Vergine è vestita di rosso-rosa e manto azzurro cupo, filettato d’oro, che dal capo scende ai piedi in morbide pieghe.

Attualmente è custodita in banca a Chiavenna, in attesa di restauro.
 
 

 

 

Entrando in Chiesa, sulla destra, in una larga nicchia con un mosaico raffigurante S. Giovanni Battista, si trova il fonte battesimale, qui spostato nel 1968 dal luogo originale (di fronte) su progetto dell’arch. Pietro Clerici di Como.
A destra del battistero una targhetta in rame sbalzato riporta l’atto di battesimo di Luigi Antonio Guanella, sacramento che gli fu amministrato dallo zio don Gaudenzio Bianchi: Luigi Antonio – nato il 19 D.mbre milleottocentoquarantadue alle 11. – da Bianchi Maria e da Lorenzo Guanella.
A sua volta il Registro dei Battesimi riporta i nomi del padrino e della madrina.

 
 

Voluta da DON GEREMIA GIUDICE, parroco di dal 1970 al 2003, e commissionata nella primavera del 2001.
Esecutore dei bozzetti e della scelta del materiale, legno di tek indonesiano, è GABRIELE VARENNA, esperto internazionale delle lavorazioni di legno.
Considerata la scarsità del tempo a disposizione per la consegna, prevista per la quaresima dell'anno successivo, il VARENNA ha scelto di semplificare l'opera in modo da renderla realizzabile nei pochi mesi a disposizione senza rinunciare ad un giusto livello di qualità. Ha perciò subito rinunciato alla presenza di sfondi architettonici, botanici o paesaggistici, di sicuro effetto ma di lunga realizzazione, e si è maggiormente concentrato sui personaggi, da un minimo di tre a un massimo di cinque per pannello.
Particolare rilievo è stato dato alla scelta dei volti onde dare ai personaggi una giusta caratterizzazione e carica emotiva, prendendo spunto dai migliori artisti ed artigiani di tempi recenti e di epoche andate. Per citare alcune autorevoli fonti, il volto di San Giovanni alla destra della croce nella stazione XII ed il volto della prima figura a sinistra nell'ultima stazione sono stati presi dal famoso cenacolo di Leonardo. Il volto del primo personaggio a sinistra nella III stazione è invece ispirato ad un disegno di Michelangelo. La figura della Madonna, avvolta in una veste dal virtuoso drappeggio, asinistraai piedi della croce nella XII stazioneè stata presa dauna statua lignea,opera dello scultoreJustus Glesker, conservata nel Duomo di Bemberg. La figura di donna inginocchiata nella VIII stazione èstata invece tratta da un quadro del pittore Guido Reni avente per tema la stage degli innocenti. Sempre nello stesso pannello il volto dell'ultima figura, sempre da sinistra, è stato preso da una scultura marmorea conservata a Vienna nella chiesa dei cappuccini ed opera degli
scultori settecenteschi Paolo e Pietro Strudel. La pietà nella penultima stazione è stata ricavata dalla combinazione di due statue aventi lo stesso tema e ambedue opere del medesimo scultore settecentesco Ignaz Gunther. Il volto della madonna nella IV stazione, infine, è ispirato ad un'opera marmorea di Gianlorenzo Bernini conservata nella Chiesa di Santa Maria della Vittoria a Roma.
Il realizzatore dei pannelli, per la cui realizzazione sono stati acquistati circa otto metri cubi di legname in tronchi dal diametro minimo di 50 centrimetri, è il trentenne scultore indonesiano MARCO YONO, che vive e lavora nella sua città natale di Pati nella regione Indonesiana di Java Tenggah o Giava Centrale che dir si voglia.
Marco Yono non è certamente figlio d'arte o il prodotto di una qualche accademia artistica. La sua preparazione scolastica equivale ad una nostra scuola tecnica. Dalla scuola ha imparato la lavorazione dei metalli con macchine utensili quali tornio e fresa. La sua prima esperienza lavorativa la effettua come carrozziere specializzato nella saldatura dei metalli. Solo più tardi e quasi per puro caso avrà modo di apprendere l'arte della scultura del legno e di dedicare ad essa la sua attività professionale.

Le sue buone doti naturali lo portano ad essere uno scultore apprezzato e le sue opere oltre che essere vendute sul mercato locale vengono esportate in Giappone, Corea, Taiwan, America, Australia e naturalmente anche Italia. Sua opera è anche il recente crocefisso della chiesetta di Portarezza. Si specializza in modo particolare nella scultura di soggetti religiosi.
 
 
1638 - 1642
FRANCESCO PEREGRINO da Lugano         v.rect
1642 - 1645
PIETRO ZERBONI v.rect  
1645 - 1649
FRANCESCO PEREGRINO da Lugano         v.rect 
1649 -  1653
GUGLIELMO CHIAVERINI
nato 1629 + 08-06-1704
di Campodolcino
1653 – 1655
GASPARE TABIOSA   da Lugano         v.rect
1675 – 1704
GUGLIELMO CHIAVERINI  di Campodolcino
1704
GIANGIACOMO MACOLINO da Chiavenna
1705 – 1711

SEBASTIANO CAMAGGIO
nato 1656 + 24-04-1711

di Campodolcino v.rect
1711 – 1731
GIUSEPPE DE MARTIN di S.Bernardo  
1731
GUGLIELMO PARUTTA v.rect
1732 – 1751
PIETRO ANTONIO PARUTTA  
1751
GUGLIELMO GIANOTTI    
1752 – 1775
GIUSEPPE MARIA LOMBARDINI  
1775 – 1809
CRISTOFORO LOMBARDINI
nato 1728 +14-09-1811
di Campodolcino
1806 -  1810
RIVA CLAUDIO  
1810 – 1839
AMBROSONI ANGELO da Chiavenna
1840
GAUDENZIO BIANCHI  di Campodolcino
1851
LORENZO BUZZETTI  
1861
GIACOMO MERIZZI  
1862 – 1868
GIUSEPPE DELLA CAGNOLETTA  
1868 – 1875
GEREMIA PICCINELLI  
1875 – 1888
LORENZO STERLOCCHI  
1888 – 1889
PIETRO BUZZETTI  
1889 -1948 

ROMEO BALLERINI                                             

nato 01-01-1867  + 20-01-1953

da Albate
1950-1969
SIRO TABACCHI da Gordona
1969-2003
GEREMIA GIUDICE da  Lovero
2003 - 2008
GIAMPAOLO COZZI  da  Cerro Maggiore
2008
BRUNO CAPPARONI da Valstrona
 
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