Quando
I genitori sono tenuti all'obbligo di provvedere che i bambini siano battezzati entro le prime settimane; al più presto dopo la nascita, anzi anche prima di essa, si rechino dal parroco per chiedere il sacramento per il figlio e vi si preparino debitamente (CJC, can. 867§1)
Si invitano i genitori a far presente con prontezza in parrocchia la nascita di un figlio o di una figlia così che il suono gioioso delle campane annunci a tutta la comunità la gioia della famiglia.
La preparazione
La celebrazione del battesimo deve essere opportunamente preparata; pertanto:
i genitori di un bambino da battezzare, come pure coloro che stanno per assumersi l'incarico di padrino, siano bene istruiti sul significato di questo sacramento e circa gli obblighi ad esso inerenti; il parroco, personalmente o tramite altri, provveda che i genitori, mediante esortazioni pastorali ed anche con la preghiera comune, siano debitamente istruiti, radunando più famiglie e dove sia possibile visitandole (CJC, can. 851, n.2).
I genitori, i padrini e il parroco abbiano cura che non venga imposto un nome estraneo al senso cristiano (CJC, can. 855).
La celebrazione
Ogni ultima domenica del mese durante la messa delle ore 11.00, come deciso dal Consiglio Pastorale Parrocchiale perché sia la festa anche di tutta la comunità a meno che, a discrezione del parroco, non siano convenienti altri momenti.
E' gradita una offerta per la Parrocchia, da consegnare preferibilmente all'incontro di preparazione al Rito, per separare i soldi dalla sacralità della Celebrazione del Sacramento. Tale prassi è auspicabile anche per tutti gli altri sacramenti.
L'offerta è libera, ma possibilmente non simile all'elemosina domenicale, anche perché Unico e Particolare è il momento che si vive ed evidenzi la sensibilità religiosa e di aiuto ecclesiale della famiglia.
Padrini e madrine (anche per la Cresima)
Per essere ammesso all'incarico di padrino, è necessario che:
- sia designato dallo stesso battezzando o dai suoi genitori o da chi ne fa le veci oppure, mancando questi, dal parroco o dal ministro e abbia l'attitudine e l'intenzione di esercitare questo incarico;
- abbia compiuto i sedici anni, a meno che dal Vescovo diocesano non sia stata stabilita un'altra età, oppure al parroco o al ministro non sembri opportuno, per giusta causa, ammettere l'eccezione;
- sia cattolico, abbia già ricevuto la confermazione, il santissimo sacramento dell'Eucaristia e conduca una vita conforme alla fede e all'incarico che assume;
- non sia irretito da alcuna pena canonica legittimamente inflitta o dichiarata;
- non sia il padre o la madre del battezzando (CJC, can. 874, 1)
Quando il padrino/madrina:
- è della parrocchia, si rechi dal parroco per firmare l'accettazione dell'incarico e dell'assunzione consapevole di responsabilità. È richiesta la loro presenza nell'incontro di preparazione del rito, il venerdì sera prima dell'amministrazione del sacramento.
- Se viene da fuori parrocchia, si ritiri il documento di accettazione dell’incarico e dell'assunzione consapevole di responsabilità da compilare e firmare e da far vidimare al proprio parroco. Qualora fossero impossibilitati, per diversi motivi, ad essere presenti all'incontro di preparazione del rito, sarà premura del padrino e della madrina recarsi dal proprio parroco, che ne dichiarerà per iscritto l'avvenuta preparazione.
N.B. Si ricorda che la celebrazione del Battesimo di bambini nati da genitori non sposati religiosamente deve essere autorizzata dall'Ordinario Diocesano (Decreto del giugno 1992).
|
Il sacramento
Il Matrimonio per i battezzati è un Sacramento, cioè un'opera di Dio. La scelta della celebrazione religiosa del Matrimonio, perciò, una scelta di fede, e non un'abitudine o una convenienza. La preparazione alla celebrazione del Sacramento del Matrimonio, con la partecipazione al corso zonale (vedi in seguito), quindi per i fidanzati è assolutamente indispensabile e va fatta, possibilmente, un anno prima.
Il parroco competente
Per la preparazione al Matrimonio e per le pratiche relative il Parroco competente è quello della Parrocchia dove il fidanzato o la fidanzata abitano, a loro libera scelta. Va scelto possibilmente il Parroco della Parrocchia dove si celebrerà il Matrimonio. A lui i fidanzati si presentino tre mesi prima del matrimonio.
La preparazione dei documenti
Da sei a tre mesi prima della celebrazione, i fidanzati si procurano ciascuno i documenti preliminari come segue:
Certificato di Battesimo: da richiedere nella parrocchia in cui fu celebrato il Battesimo.
Certificato di Cresima, rilasciato dalla parrocchia in cui si è ricevuto questo Sacramento: da richiedere solo nel caso in cui sul certificato di Battesimo non sia menzionata anche la Cresima.
Attestato di frequenza agli incontri di preparazione: da richiedere ai responsabili della preparazione.
Certificato anagrafico contestuale di residenza, cittadinanza e stato civile (la normativa statale in materia di autocertificazione riguarda la pubblica amministrazione e non l’ordinamento giuridico canonico) ed Estratto di nascita Certificato contestuale civile in bollo, da richiedere al Comune di residenza (insieme con le informazioni circa il ruolo del Comune nel corso delle pratiche).
Altri documenti (Certificato di stato libero ecclesiastico, eventuale osta, ecc.) saranno richiesti dal parroco solo in casi particolari.
Prendono quindi appuntamento col parroco, per consegnargli tale documentazione e rispondere, sotto giuramento e ciascuno separatamente, alle domande della pratica di matrimonio (“posizione”), riguardanti il loro intento di sposarsi, pratica che poi sottoscrivono.
A conclusione di questo colloquio, il parroco compila e affida ai fidanzati i moduli di richiesta di pubblicazioni che essi presentano agli altri enti interessati (di norma, il nostro Comune ed eventuali altre parrocchie).
Anche presso il Comune essi firmano una dichiarazione circa le loro intenzioni. Lo stesso provvederà a richiedere la pubblicazione del Matrimonio presso l’eventuale altro Comune di residenza.
Trascorso il periodo delle pubblicazioni, i fidanzati passano a ritirare i corrispondenti certificati di avvenuta pubblicazione che consegnano al parroco.
Egli, verificata la completezza dell’istruttoria matrimoniale, è nelle condizioni di poter assistere al Matrimonio o di delegarvi un altro sacerdote o diacono. Può anche consegnare agli sposi il nulla osta necessario per la celebrazione in altra parrocchia, alle condizioni stabilite dalle Norme diocesane.
La parrocchia della celebrazione
Per meglio dare risalto alla memoria del battesimo, previsto nel nuovo rito, la Chiesa dove si celebra abitualmente il Matrimonio è quella parrocchiale. Il parroco competente può concedere, con prudente giudizio e per motivi ragionevoli e fondati, che il matrimonio venga celebrato in un'altra Chiesa della Parrocchia.
Il tempo della celebrazione.
Il Matrimonio, normalmente, non può essere celebrato nei giorni festivi. E' possibile la sua celebrazione nel Tempo Quaresimale a condizione che venga rispettata l'austerità di tale periodo, riducendo al massimo le esteriorità.
Il rito
II nuovo rituale per la celebrazione del Matrimonio è stato promulgato perché il Rito "reso più ricco, più chiaramente significasse la grazia del sacramento e meglio inculcasse i doveri dei coniugi ".
Non si tratta, quindi, di un nuovo Rito: è piuttosto un adattamento di quello precedente alla situazione italiana, dove gli sposi non sono tutti nella stessa condizione di fede. Per questo motivo, esso si orienta a rispondere alle esigenze di tre diverse situazioni pastorali:
- la prima è quella delle coppie che hanno- già alle spalle un significativo cammino spirituale, vivono la loro fede e celebrano con regolarità i Sacramenti. In questo caso si prevede la celebrazione del Matrimonio all'interno della celebrazione eucaristica;
- la seconda condizione è quella di chi, pur riconoscendosi credente e desideroso di crescere nella conoscenza di Gesù di Nazareth, non è praticante dei riti e delle celebrazioni: in questo caso si prevede la celebrazione del Matrimonio all'interno della Liturgia della Parola;
- nel terzo caso, quello del Matrimonio tra parte cattolica e parte non battezzata, permane in tutto valido il Rito già previsto.
Le tre forme celebrative indicate costituiscono altrettante sezioni in cui è suddiviso il Rituale, concluso da una quarta che riporta un buon numero di letture bibliche. Andrà subito chiarito che non si tratta di celebrazioni qualitativamente diverse, quasi si pensasse ad un Rito di importanza e pregnanza maggiore rispetto ad un secondo meno significativo. Non ci sono matrimoni di "serie A" e matrimoni di "serie B". Il parroco e gli sposi saranno chiamati a decidere insieme quale forma del Rito adottare nella celebrazione, in base alle esigenze c alle caratteristiche proprie di ciascuno.
Modalità della celebrazione
Gli addobbi floreali devono essere limitati, e devono rispettare le linee architettoniche della Chiesa e dell'altare: si evitino sciupii per i fiori che si devono buttare dopo breve tempo. E' ammesso il suono dell'organo e non sono assolutamente ammessi solisti. Le riprese fotografiche, o cineprese e telecamere, devono essere fatte da un solo operatore, che deve agire con grande discrezione, senza disturbare il rito, senza eccessivi movimenti e limitando al massimo l'uso di eventuali riflettori. (Organisti ed eventuale coro, fioriti e fotografi si accordino prima con il Parroco).
Il lancio del riso ...
(usanza recente: una volta il riso non si gettava certamente via! ), sia limitato ad un gesto simbolico (si faccia invece qualche opera di carità), senza sciupii scandalosi e senza creare problemi di pulizie.
Varie ed eventuali
Il venerdì o il giorno precedente la celebrazione delle nozze si terrà un incontro con il parroco per le prove, eventuale Sacramento della Confessione se non si è provveduto presso altri sacerdoti ed eventuali ultime particolarità della celebrazione.
Gli sposi possono preparare un libretto riportante il rito delle nozze da consegnare ai partecipanti. Per le parti proprie del rito, comprese le letture, le preghiere dei fedeli, i canti e altre preghiere, è necessario accordarsi per tempo con il celebrante.
Corso di preparazione al matrimonio cristiano
E' consigliabile la frequenza al corso almeno un anno prima della celebrazione del Sacramento.
E' importante, inoltre, che il fidanzato e la fidanzata si presentino insieme in Parrocchia per conoscere le modalità di partecipazione al corso.
Calendario:
Primo itinerario (9 incontri):
ogni sabato e domenica, a partire dal 21 ottobre al 12 novembre.
Gli incontri hanno luogo alle ore 20.45 presso la Parrocchia di S. Lorenzo in Chiavenna.
È necessario presentarsi al parroco entro domenica 15 ottobre
Secondo itinerario (10 incontri):
seguiti da una “coppia guida” indicata dal parroco.
Inizio sabato 18 novembre, mentre il giorno e le date successive degli incontri verranno concordate con i partecipanti.
È necessario presentarsi al parroco entro domenica 22 ottobre
Terzo itinerario (10 incontri):
seguiti da una “coppia guida” indicata dal parroco.
Inizio sabato 13 gennaio 2007, mentre il giorno e le date successive degli incontri verranno concordate con i partecipanti. Conclusione entro fine aprile 2006.
È necessario presentarsi al parroco entro dicembre 2006
Quarto itinerario (9 incontri):
Inizio sabato 14 aprile 2007, con due incontri la settimana. Conclusione entro fine aprile 2006.
È necessario presentarsi al parroco a partire da gennaio 2007
Documenti necessari
Per la Chiesa
- Certificato di battesimo
- certificato di cresima
- certificato di stato libero ecclesiastico (se richiesto)
- domanda di matrimonio
- certificato dell'avvenuta preparazione con il corso matrimoniale
- pubblicazioni canoniche
Per il municipio
1. Certificato anagrafico contestuale di residenza, cittadinanza e stato civile
(la normativa statale in materia di autocertificazione riguarda la pubblica amministrazione e non l’ordinamento giuridico canonico)
2. Estratto di nascita
3. Attestato delle avvenute pubblicazioni civili |